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Smau, dal Made in Italy ai Ghostbusters.

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Smau, dal Made in Italy ai Ghostbusters.

8 ragioni per cui è stato un piacere

A una settimana dalla chiusura di Smau il team di Let.life si è riunito per fare qualche riflessione sull’evento. Le condividiamo perché ci piace pensare di poterci confrontare con altri sia su quest’esperienza sia sulle rispettive visioni del domani. Potrebbero nascere conoscenze interessanti e proficue collaborazioni. Non si sa mai.

Cominciamo volentieri noi perché siamo stati molto contenti di com’è andata.

Ecco le ragioni.

1) Made in italy. Eventi come Smau contribuiscono a plasmare una nuova concezione del Made in Italy, non più limitata al saper fare tipico della tradizione manifatturiera italiana, ma sempre più arricchita dalla nuova prospettiva di digitalizzazione e snellimento dei processi aziendali.

2) Internazionalizzazione. Smau è stata un’ottima vetrina dell’innovazione nostrana, facendo dialogare imprese e start up italiane con investitori da tutto il mondo, da Singapore agli States.

3) Un’ondata di ottimismo. Non sono mancati i riferimenti alla crescita delle imprese italiane nel mercato del digitale. Il dato di incremento del Cloud Computing, +20%, rappresenta un grande incoraggiamento per start up che, come Let.life, vedono in questo settore la frontiera per diffondere una nuova cultura del digitale che alleggerisca e semplifichi la vita delle persone.

4) Giovani. Non solo in senso anagrafico ma come visione, intraprendenza e cultura del fare. Smau è stato un momento di condivisione e incontro tra persone dinamiche che hanno deciso di investire nel futuro, credendo in un mondo più veloce, snello e interconnesso.

5) L’interesse di chi si è avvicinato a Let.life. Tra le cose che ci resteranno di Smau ci sono anche i momenti tra noi colleghi. I turni per sedersi, il racconto di Let.life ai visitatori, il momento in cui nei loro occhi si accende l’interesse per il nostro progetto. E soprattutto l’entusiasmo generata dal nostro gadget: la matita che diventa una piantina “Non ti scordar di me” ha convinto tutti. In molti, com’è previsto dalla nostra app, hanno creato la sua “Anima Digitale”.

6) La pasta porchetta e caciotta. Una collega l’ha cucinata e portata in treno da Bologna. È incredibile quanto un buon pranzo migliori l’esposizione di un’idea!

7) Le persone: Andrea, Valter, Luca, Davide e tutti gli altri “ragazzi” (alcuni anche di 70 anni o più) che hanno condiviso con noi lo spazio dedicato alla regione Piemonte. La volontà di proporre qualcosa di innovativo, di guardare avanti e di far crescere le nostre start up, ci ha fatto costruire relazioni prima di tutto umane, che hanno portato a divertirci anche quando si faceva sentire la stanchezza.

8) I ghostbuster! Uno dei momenti top della nostra esperienza a Smau. Ci hanno fatto dimenticare per un secondo la regione per cui eravamo lì; ci siamo provati gli zaini protonici e ci siamo fatti fotografare senza pietà. Diciamo che abbiamo interpretato a modo nostro il motto “Stay fool (-ish)”.