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Blockchain, la Superficie

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Blockchain, la Superficie

Ovvero: perché ha senso spendere tempo e risorse per capirla

Quello che sai sulla blockchain è che è diventata famosa per i BitCoin. Quello che non sai è che il meccanismo che c’è alla base è semplice.
Bene, per le prossime righe dimentica tutto quello che sai sulla blockchain, è importante: spiegare o capire una cosa semplice richiede sempre uno sforzo.
Ma tu seguimi.

Dimentica tutto, partiamo dal principio.

In tasca ho 1 euro e lo scambio per un caffè. Semplice, no?
Quello che c’è sotto questa banalità ha diversi fulcri, uno dei più importanti è la fiducia.

Quella monetina rappresenta un valore che deve avere delle proprietà ben precise:

  • Conservabile: non deve deteriorarsi e perdere il proprio valore.
  • Verificabile: sia io sia il barista sappiamo che è una moneta da un euro appena la vediamo.
  • Non falsificabile: non posso crearmi una valuta comune per i fatti miei.
  • Divisibile: se prendo mezza porzione deve esistere il mezzo euro.
  • Unico: quella monetina la posso usare una volta e una sola.
  • Condiviso: tutti siamo d’accordo che quella moneta abbia valore.

Quindi cosa succede quando io metto sul bancone quella moneta? Sia io sia il barista diamo credito al sistema finanziario. Lo chiamo Banca per semplicità, ma è l’insieme di tutte le banche: BCE, Federal Reserve statunitense, Credito Agricolo di Ceriale eccetera.

Diamo credito alla Banca di fornirci un mezzo che sia in grado di garantire quelle sei proprietà. La mia ripetizione di “credito” non è casuale.
E’ nella nostra natura essere poco avvezzi alla fiducia e quando di tratta di scambiarci valore abbiamo bisogno di sicurezze.
Siamo di fronte ad un qualcosa di astratto (il valore) che deve essere quantificato, diviso e scambiato senza possibilità di frodi.
La Banca è li a garantire che quel valore lo possiamo utilizzare per scambiarci cose. Ci sono universi anche dietro un semplice caffè al bar.

Che poi la fiducia è una bestia strana. Puoi fidarti di qualcosa emesso da qualcuno del quale non ti fidi? Il sistema valuta è emesso dal sistema Banca. Il sistema Banca è degno di fiducia? Chi mi assicura che il mio valore domani sarà ancora lì? Goldman Sachs o Monte dei Paschi di Siena?

Quando diamo credito ad enti e istituzioni lo facciamo perché sappiamo che ci sono controlli e controllori che vigilano internamente. I controllori però sono persone e le persone, nonostante tutto, non sono mai affidabili.

Su questa mancanza nasce la blockchain, un sistema privo di persone, completamente autonomo, che mantiene un elenco di transazioni. Un registro in cui ciò che scambio viene scritto in modo indelebile e immutabile e l’insieme di tutti questi scambi non ha un proprietario unico, ma appartiene a chiunque voglia partecipare a questo gioco. Un gioco privo di proprietari o controllori.

Nella mia visione romanzata delle cose è partito tutto da qui. Una storia che potrebbe iniziare con:

C’era una volta, nel lontano 2009, un personaggio di cui nessuno ancora oggi conosce la vera identità, di nome Satoshi Nakamoto.
Satoshi ha disegnato un software che garantisce fiducia e più di tutto che non ha un proprietario. Quel software si chiama blockchain.

I BitCoin che circolano sono solo il primo passo di quella che sarà una rivoluzione silenziosa.

Qui mi dilungo un po’ su cosa intendo per rivoluzione silenziosa, e lo faccio con un esempio. In Italia Internet è nata nel 1986 e solo pochi smanettoni la popolavano. Poi, nei primi anni del millennio, con il Web2.0, anche senza conoscenze informatiche si riusciva a usufruire dei contenuti e soprattutto crearne di nuovi (blog, social network, quotidiani online, …..)

Il Web2.0 è una rivoluzione silenziosa. Oggi siamo tutti in rete e un nuovo ecosistema sta fiorendo. Nascono continuamente situazioni che non erano state preventivate e sicuramente l’adattamento a questa nuova situazione non è ancora finito. In questo contesto ci sono tematiche che non riusciamo a valutare, altre che ancora non vediamo.

Oggi con un cellulare abbatto le distanze, estendo la mia memoria e amplifico le mie conoscenze. Questo, nel bene e nel male, avrà conseguenze rivoluzionarie.

Con la blockchain accadrà qualcosa di simile, sarà una lenta rivoluzione silenziosa. Come per il Web2.0 la tecnologia che c’è alla base è in continua
evoluzione: vengono corretti i problemi, ridotta la complessità e si scoprono nuovi utilizzi tutti i giorni. Come oggi non percepiamo che aprendo una
pagina web in realtà stiamo scambiando chiavi crittografiche asincronamente, domani faremo transazioni sulla blockchain senza percepire la complessità del registro pubblico distribuito.

Questo effetto di semplificazione attrarrà sempre più persone sull’essenza del sistema: non avere controllori, essere affidabile e avere contenuti duraturi. E’ tutto scritto e non modificabile, se avviene qualcosa allora è per sempre. Come se ogni singola azione venisse incisa su una pietra digitale.

Oggi siamo ad un livello di sicurezza tale da garantire una valuta legalmente riconosciuta. Certo è un grande passo, ma è solo l’inizio.
Tutte le situazioni che si fondano sulla fiducia potranno essere implementate sulla blockchain acquisendo un valore tangibile:

  • Vuoi stipulare un contratto con il datore di lavoro per ricevere 5 crediti ogni 5 del mese? (oggi 5 bitcoin valgono 5582.83 Euro)
  • Vuoi che il conto in comune con la tua dolce metà sia spendibile solo se c’è il consenso di entrambi?
  • Vuoi creare un sistema di voto per eleggere un parlamentare con le garanzie che oggi chiediamo ai nostri governi?
  • Vuoi conoscere la provenienza di tutti i materiali che formano la tua camicia?
  • Vuoi che venga pagato il diritto d’autore a chiunque consumi la tua arte?
  • Vuoi certificare che un oggetto sia tuo?
  • Vuoi che i tuoi oggetti abbiano un’identità loro?

Possono sembrare vaneggiamenti ma stanno già succedendo. I governi Estoni2, Ucraini, alcuni stati USA1, Russia e Singapore stanno facendo da precursori.

Sul BitCoin, oltre a quello monetario esistono altre applicazioni che ne deformano l’origine. Non possiamo immaginare le strade che si verranno ad aprire e la lista di usi possibili ha come unico limite la nostra fantasia.
Ovunque ci sia la necessità di garanzie, di fiducia, di credibilità, la blockchain servirà lo scopo.

Oggi Uber ha portato in piazza i tassisti, domani la blockchain porterà notai, finanzieri, commissari di vigilanza e ogni genere di controllore.

Un’altra rivoluzione tecnologica che per il momento viaggia ancora in punta di piedi.